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Italiani più longevi, ma “cattivi” stili di vita in agguato

Vivono di più ma spesso non sanno resistere agli eccessi alimentari o ai vizi, soprattutto quello di non fare attività fisica. La salute degli abitanti del Belpaese sembra per molti aspetti migliorare nonostante la crisi e i cattivi stili di vita adottati, comportamenti dannosi come sedentarietà e consumo smodato di alcolici: è questo il “paradosso degli italiani”, evidenziato anche dal trend in aumento della speranza di vita. Dal 2007 al 2011 gli uomini hanno guadagnato 0,7 anni e le donne 0,5 anni. Sono i dati contenuti nella decima edizione del Rapporto Osservasalute (2012), dettagliata fotografia dello stato di salute dei connazionali realizzata dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.

Tra le buone notizie si segnala la costante diminuzione del rischio di morte per le malattie circolatorie (-4,65% per gli uomini e -8,46% per le donne) e tumori (-6,97% per gli uomini e -8,71% per le donne). Marcata anche la minore mortalità relativa ai disturbi dell'apparato digerente: la riduzione maggiore si riscontra per entrambi i generi nella classe di età 19-64 anni con -4,03% per gli uomini e -8,62% per le donne.


Riguardo agli stili di vita, il Rapporto offre un scenario in chiaroscuro: aumentano coloro che non consumano alcolici (+3,3 punti percentuali dal 2008 al 2010) e diminuiscono i fumatori: nel 2010 fumava il 22,8% degli over-14 mentre nel 2011 è il 22,3%. Aumentano le persone in sovrappeso e obese: dal 2002 al 2011 le persone in sovrappeso aumentano del 6,9% e quelle obese del 17,6% e nel 2011 sono rispettivamente il 35,8% e il 10% della popolazione. Un fenomeno emergente negli ultimi anni nel nostro Paese è rappresentato dall’avvio precoce al consumo di alcol e dal consumo di alcol fuori pasto: sono oltre 300 mila minori di 11-15 anni di età che eccedono con alcolici e drink.

29 aprile 2013
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