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Alcol, ecco chi è più a rischio sbronza

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Quando si esagera con gli alcolici gli effetti collaterali non tardano a farsi vivi. I più comuni sono il mal di testa e la secchezza delle fauci causate dalla disidratazione associata all’alcol, che favorisce la perdita di liquidi stimolando la diuresi. Non tutte le persone sono però soggette a dopo sbronza della stessa intensità.

Infatti alcuni individui sono meno predisposti agli effetti collaterali del consumo di alcol, probabilmente perché sono meno sensibili alla disidratazione e agli effetti dell’acetaldeide, una sostanza tossica prodotta dal fegato a partire dall’alcol. Altre persone tendono invece ad ubriacarsi più rapidamente. Un esempio è quello di alcuni individui originari dell’Est asiatico, regione del mondo in cui è più diffusa una particolare variante del gene che codifica per l’enzima che metabolizza l’acetaldeide. In sua presenza i livelli dell’enzima sono ridotti e gli effetti collaterali dell’accumulo di acetaldeide portano a sbronze dagli effetti più significativi. In altri casi, invece, la resistenza agli effetti dell’alcol può essere un segnale negativo del fatto che sono state già consumate dosi di alcol talmente elevate da aver fatto sviluppare una tolleranza ai suoi effetti a breve termine.

Ma quali sono le persone più sensibili agli effetti negativi dell’alcol? In cima alla lista ci sono le donne, il cui organismo contiene più grassi rispetto a quello maschile. Il fatto che l’alcol sia idrosolubile rende il corpo più sensibile agli effetti della sbronza. Viceversa, con l’aumentare dell’età l’azione negativa dell’alcol sembra ridursi, probabilmente perché un consumo prolungato svolge una sorta di effetto protettivo.  Non è però da escludere che questo fenomeno sia dovuto al fatto che solo i giovani che riescono a sopportare il consumo eccessivo di alcol continuano ad esagerare con le dosi anche quando è anziano.

A correre più rischi è anche chi preferisce gli alcolici con le bollicine. L’anidride carbonica sembra infatti accelerare il flusso dell’alcol nell’apparato digerente. Il nemico nascosto negli alcolici dal colore scuro è, invece, un altro: i prodotti collaterali della fermentazione, che oltre a conferire colore e odore alle bevande peggiorano i sintomi della sbronza. Per questo motivo un vino rosso potrebbe finire per ubriacare più del gin o della vodka. Se, poi, viene abbinato a dell’acqua frizzante i rischi aumentano ancora di più e il mal di testa è quasi assicurato.

10 gennaio 2014
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alcol - sbronza - rischio

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