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Tacchi alti, infradito e scarpe da ginnastica: le insidie per i piedi

Scarpe da ginnastica, infradito o tacchi? Se stiletti e affini vengono spesso messi sotto accusa per la posizione innaturale a cui costringono piede e schiena, con effetti negativi sulla postura e non solo, anche le scarpe da ginnastica, nonostante siano le calzature sportive per eccellenza e quindi tra le più comode da indossare, nascondono alcune insidie. E così pure i sandali infradito, che fanno dell'effetto "rasoterra" e dell'assenza di costrizioni per le dita i loro punti di forza, lasciando il piede super-libero. Ecco pregi e difetti delle principali tipologie di calzature.

Tacco alto o tacco medio? Via libera ai tacchi, ma non troppo alti. Nonostante il piede "nasca libero", come spiega Giovanni Pepè dell'Associazione Italiana Podologi, "l`angolo naturale tra piede e terreno è di 100 gradi, e non di 90, come si è portati a credere. Un tacco basso è quindi un modo per consentire al piede di mantenere il giusto assetto articolare". Sempre senza esagerare: "Se sono troppo alti, i tacchi spostano il baricentro del corpo sulla parte anteriore della pianta del piede e aumentano la curvatura lombare. Ai problemi ai piedi si sommano quindi i problemi alla colonna vertebrale". Senza dimenticare, poi, che i tacchi alti possono causare distorsioni alla caviglia, anche serie, nonché fratture. Secondo gli esperti della Società Italiana di Artroscopia "nei casi di distorsioni lievi si può avere una lesione di primo grado di uno dei legamenti, risolvibile con l'uso di una cavigliera elastica e riposo per circa 10-15 giorni. Nei casi più gravi, invece, può essere necessario l'intervento del chirurgo".

Infradito. Anche i sandali infradito, comunemente conosciuti come "flip flap" dal suono che emettono quando vengono utilizzati, hanno degli effetti collaterali di cui si dovrebbe tener conto. Nonostante siano infatti comodi da indossare, sono troppo piatti - e quindi non consentono al piede di assumere la naturale posizione della camminata scalza - e troppo aperti - e costringono quindi il piede a contrarsi in maniera innaturale per evitare di scivolare in avanti o di lato: “Se gli infradito permettono alle dita dei piedi di riacquistare la mobilità che le scarpe invernali non consentono – continua Pepè – chi le indossa mette a dura prova la fascia plantare, fa aumentare il rischio di distorsioni e modifica la propria andatura”.   

Scarpe da ginnastica. Morbide e confortevoli da calzare, attutiscono ogni movimento del piede perché la loro suola è progettata proprio per ridurre lo shock dell'urto dovuto alla corsa. Se indossate per correre o camminare, sono le scarpe ideali. Calzarle tutti i giorni, però, può portare a lesioni da stress cronico, in particolare al tallone. Nonostante questo tipo di scarpa sia appositamente pensato per rendere i movimenti legati alla corsa meno stressanti per piede e articolazioni della gamba, la corsa meno faticosa per i piedi sarebbe quella effettuata da scalzi. A spiegarlo sono gli studiosi della Harvard University di Boston (Usa) che, in una ricerca pubblicata su Nature, sostengono che chi corre con le scarpe imposta la corsa in modo errato scaricando tutto il peso del corpo sul tallone imbottito della scarpa, con il risultato che ogni anno dal 30 al 75% dei corridori subisce lesioni da stress ripetitivo. Chi, invece, corre scalzo scarica l'urto della ricaduta su tutto il piede, articolando il movimento in modo da distribuire il peso sui lati e sulla pianta del piede, evitando che tutto il peso ricada sul tallone. Per correre scalzi non basta, però, togliersi le scarpe, avvertono gli studiosi: "Se si è sempre corso con le scarpe, prima di abbandonare le calzature si devono rinforzare gradualmente i muscoli del polpaccio e del piede".

09 gennaio 2014
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tacchi - scarpe da ginnastica - tendini - muiscoli - disrorsioni - muscoli - distorsioni

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