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Attenzione alle apnee del sonno: lo stop al respiro fa soffrire il cervello

Chi ne soffre spesso neanche ne è a conoscenza. Si chiama sindrome delle apnee ostruttive o semplicemente apnea notturna: un disturbo caratterizzato dalla momentanea sospensione del respiro durante il riposo notturno. Stando alle statistiche colpirebbe il 10% degli adulti. Adesso uno studio pubblicato sul PloS One suggerisce che questi imprevisti stop del respiro potrebbero provocare dei danni al cervello, anche se minimi, che si sommano a quelli già noti a carico del cuore.

 

Serve una diagnosi tempestiva

Le apnee notturne sono quindi una condizione comune. Ma pochi ricevono una diagnosi. Tra i sintomi c'è una forte sonnolenza di giorno, ansia, problemi di memoria e depressione. Spesso è il partner ad accorgersi del problema: infatti, la respirazione di chi soffre di apnee del sonno è rumorosa e pesante, spesso associata al russare, mentre subito dopo i brevi istanti di interruzione il paziente torna a respirare emettendo un forte rumore con la bocca, come lo schiocco dopo un risucchio.

 

Le donne più a rischio

Se la condizione non viene trattata velocemente i rischi per la salute possono essere, alla lunga, molto gravi: pressione alta, ictus, insufficienza cardiaca, diabete e depressione. I ricercatori dell'Università della California guidati da Paul Macey hanno dimostrato che le apnee provocano dei “mini-ictus”: l'interruzione del respiro coincide con una interruzione del flusso di sangue al cervello. Tutto ciò comporta una minore ossigenazione dei tessuti cerebrali. Anche se l'esperimento è stato condotto su un numero ristretto di persone, secondo gli studiosi gli effetti dannosi dell'apnea sarebbero più evidenti nelle donne che negli uomini.

 

 

foto: © theartofphoto - Fotolia.com

15 settembre 2014
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sonno - apnee del sonno - osas - cervello

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