• “Economia blu”, raggiunge i 5 mila miliardi di dollari

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    Fao: fondamentale ruolo delle economie marittime per salvaguardare ambiente e sicurezza alimentare

    Pesci acquacoltura

    Nel corso degli ultimi cinquant’anni, la produzione ittica globale è cresciuta costantemente, con una velocità superiore all’aumento della popolazione mondiale. Lo ha sottolineato l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao), in occasione del convegno “African ministerial conference on ocean economies and climate change” che si è tenuto alle Maurizius il 1° settembre 2016. L’incontro è stato organizzato per capire come migliorare la capacità delle economie marittime di resistere ai cambiamenti climatici.

    La Fao evidenzia che tra il 1960 e il 2012 il consumo medio pro-capite di pesce è quasi raddoppiato, passando da poco meno di 10 kg a testa a oltre 19 kg. L'attività economica mondiale che si basa sugli oceani, definita “economia blu”, è stimata sui 3-5 mila miliardi di dollari. Ma non coinvolge soltanto la pesca: il 90% dei commerci globali si avvale del trasporto marittimo e oltre il 30% del petrolio e del gas viene estratto in mare aperto. Inoltre, l’ampliamento delle conoscenze della biodiversità marina ha permesso a diversi settori come quello farmaceutico, quello alimentare e quello dell'acquacoltura, di compiere progressi significativi.

    La salvaguardia degli oceani può quindi aiutare le economie a crescere, ma non solo. Può anche contribuire a gestire il cambiamento climatico, a garantire la sicurezza alimentare e a combattere la fame. “Oceani sani e produttivi sono fondamentali per la lotta contro la povertà rurale, per garantire la sicurezza alimentare, per miglioramento la nutrizione della popolazione mondiale e per sconfiggere la fame - afferma José Graziano da Silva, Direttore Generale della Fao -. I soggetti coinvolti nella pesca, nel trasporto, nella produzione di energia e nel turismo, per citarne soltanto alcuni, richiedono soluzioni rapide e innovative per trasformare gli impatti del cambiamento climatico in opportunità”.

    redazione 16-09-2016 Tag: pescaacquacolturaproduzione itticacambiamenti climaticisicurezza alimentare
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