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Ecco come il cervello riconosce l'umidità

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Dove nasce la capacità del corpo umano di percepire l'umidità? Un gruppo di scienziati dell'Università di Loughborough, nel Regno Unito, ha cercato di rispondere a questa domanda in uno studio ora pubblicato sul Journal of Neurophysiology, giungendo a formulare l'ipotesi che ad entrare in gioco siano sia la capacità di avvertire il freddo sia sensazioni tattili come la pressione e la percezione della trama di una superficie.

I ricercatori, guidati da Davide Filingeri, hanno esposto 13 studenti a stimoli umidi caldi, freddi o neutrali. Focalizzando l'attenzione su punti dell'avambraccio (dove la pelle è dotata di peli) e sulle estremità delle dita (tipicamente prive di peli) gli scienziati hanno scoperto che la capacità di percepire l'umidità aumenta al decrescere della temperatura e che la pelle dotata di peli è più sensibile all'umidità rispetto a quella glabra. Non solo, esperimenti in cui è stata bloccata l'attività delle fibre nervose che portano dalla pelle al cervello le informazioni riguardanti la temperatura e il tatto hanno svelato che queste fibre nervose sensoriali sono necessarie per una buona percezione dell'umidità.

Questi risultati danno un nuovo contributo alla comprensione dei meccanismi attraverso cui l'organismo umano riesce a percepire l'umidità e forniscono un nuovo modello degli schemi attraverso cui il cervello interpreta questa sensazione. “Abbiamo sviluppato il primo modello neurofisiologico della sensibilità all'umidità cutanea incentrato sull'integrazione multisensoriale di nervi afferenti della pelle sensibili al freddo e meccanosensoriali – precisano gli autori – I nostri risultati forniscono prove dell'esistenza di un modello specifico di processamento delle informazioni alla base di una rappresentazione neurale di un tipico stimolo umido”.

 

Foto: © Vladyslav Bashutskyy - Fotolia.com

10 ottobre 2014
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sensi - umidità - freddo - tatto - cervello

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