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Ebola, secondo gli esperti l'epidemia è improbabile

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Lo spettro dell'Ebola sta seminando il panico in tutto il mondo. Eppure il virus è concentrato soprattutto nei territori dell'Africa occidentale, da cui ha fatto capolino in rarissime occasioni. E' davvero il caso di preoccuparsi per la salute della popolazione mondiale? Secondo i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi non è il caso di scatenare il panico e anche negli Stati Uniti, dove è stato registrato un decesso associato all'infezione da Ebola, la probabilità che si scateni un'epidemia è praticamente nulla. “Non ho dubbi – ha dichiarato Tom Frieden, direttore dei CDC – che riusciremo a controllare questa importazione, o caso, di Ebola in modo che non si diffonda nel paese”.

Frieden non è l'unico ad ostentare una tale sicurezza. In un'intervista all'Huffington Post Lauren Ancel Meyer, esperto dell'Università del Texas, si è dichiarato d'accordo con il parere dei CDC. “Non sembra esserci un vero pericolo di una grande epidemia negli Stati Uniti”, ha sottolineato Meyer. La notizia più rassicurante è però probabilmente un'altra: visioni ottimistiche come quelle di Frieden e Meyer sono basate su solide basi epidemiologiche.

Per comprenderle è necessario fare riferimento a un parametro, il cosiddetto R0 o “numero di riproduzione”, utilizzato dagli epidemiologi per indicare quanto è infettiva una determinata malattia. In particolare, l'R0 indica quante persone, in media, saranno infettate da un paziente portatore della malattia. Come ha spiegato Meyer questo parametro fornisce una base per stimare la diffusione di un'infezione nel caso in cui non si faccia nulla per fermarla e ci dice quanto dovrebbero essere duri ed efficaci gli interventi per poter fermare un'epidemia. Da questo punto di vista la malattia più contagiosa al mondo è il morbillo. Il suo R0 è pari a 18; ciò significa che se nessun individuo fosse vaccinato ogni persona infetta potrebbe infettare altre 18 persone. Nel caso dell'HIV e della SARS l'R0 si aggira tra 2 e 5. E per Ebola? Nel caso del virus su cui si sta concentrando l'attenzione internazionale in questi ultimi mesi l'R0 è pari a 2

A determinare un R0 così basso potrebbero essere le modalità di trasmissione del virus, che non passa da un individuo all'altro spostandosi liberamente nell'aria, ma solo attraverso i fluidi corporei. Per di più una persona infetta non è contagiosa finché non manifesta i sintomi dell'infezione; ciò significa che durante i tanto citati 21 giorni di incubazione del virus non è possibile trasmettere l'infezione a un altro individuo. Il modo migliore per limitarne la diffusione è quindi isolare in ospedale chiunque potrebbe essere stato infettato.

L'unica vittima statunitense potrebbe quindi aver trasmesso l'infezione al massimo a 2 persone. Per il momento nessuna delle 48 persone che potrebbero essere entrate in contatto con l'unica vittima statunitense ha sviluppato sintomi che possano far pensare a un contagio. Il rischio di epidemia sembra quindi essere, almeno per ora e almeno negli Stati Uniti, scongiurato.

 

Foto: © kentoh - Fotolia.com

13 ottobre 2014
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ebola - epidemia - rischio

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