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Bambini stranieri nelle scuole italiane: "Una risorsa per le giovani generazioni"

Tra il 2008 e il 2011 è aumentata dal 54,8% al 59,3% la percentuale di studenti italiani che ha in classe compagni stranieri. La presenza nelle scuole di bambini e ragazzi provenienti da altri Paesi è più alta nelle regioni del Centro-nord (oltre il 78%), mentre nelle regioni del Sud e nelle Isole la percentuale scende al 33% - il che significa, comunque, che almeno uno studente su tre residente al Sud o nelle isole ha in classe compagni provenienti da altri Paesi. Stando ai dati che arrivano dall'Istat la frequentazione di bambini e ragazzi stranieri da parte di bambini e ragazzi italiani è in aumento anche fuori dell'orario scolastico: tra il 2008 e il 2011 è infatti salita dal 23% al 28,8% la percentuale di studenti italiani che frequentano compagni stranieri al di fuori della scuola. Stando, poi, al report statistico del Ministero della pubblica istruzione, la presenza degli alunni stranieri nelle scuole italiane è sempre più numerosa: nell’anno scolastico 2012/2013 il numero degli alunni con cittadinanza non italiana è stato pari a 786.630 unità, ovvero 30.691 unità in più rispetto all’anno scolastico precedente: una situazione di multirazzialità che, secondo la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), non può che arricchire i bambini italiani. “La multiculturalità – spiega il Presidente della Sipps, Giuseppe Di Mauro - è una grande risorsa, e non una barriera, per le giovani generazioni. E’ un’occasione per i più piccoli di socializzare e di entrare a contatto con realtà spesso totalmente diverse dalla nostra”.  

La scuola rappresenta spesso il luogo che più di tutti favorisce l’integrazione per le giovani generazioni. Il tutto non senza difficoltà: mentre, infatti, i bambini stranieri che arrivano in Italia possono vivere diversi tipi di difficoltà legate al cambiamento e alle differenze culturali, i bambini italiani possono invece "vivere il momento dell’integrazione come un trauma legato al sentimento di carenza protettiva e alla difficoltà di ritrovare nella comunità scolastica i propri punti di riferimento", spiegano dalla Sipps. C’è poi una terza realtà, quella delle classi o scuole in cui è totalmente rovesciato il rapporto tra alunni stranieri e italiani, "al punto che sono questi ultimi a trovare maggiori ostacoli a causa di un maggiore sforzo di adattamento ad una o più culture diverse".  

Come spiega Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente Sipps, "è opportuno educare il bambino al rispetto dell’altro indipendentemente dalla sua provenienza. La prospettiva che si delinea per il futuro è quella di una realtà multietnica. La scuola non è quindi che il preludio formativo che consente agli adulti di domani di prepararsi ad affrontare le necessità di un mondo improntato a un clima di convivenza e collaborazione tra i popoli”.

Foto: © drubig-photo - Fotolia.com

27 ottobre 2014
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integrazione - multirazzialità - bambini - scuola

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