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Farmaci, ancora pochi quelli studiati appositamente per i bambini

Su 340 molecole studiate tra il 1991 e il 2001 dalla Food and drug administration - l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici - solo il 20% è stata sperimentata anche sui bambini alla ricerca di dosi corrette e profili di sicurezza, e nel corso degli anni non si è osservato un trend in aumento. A livello globale, secondo uno studio della European Commission for Better Medicine for Children condotto nel 2002, meno della metà di tutti i farmaci destinati ai bambini è stata espressamente studiata per loro. A fare il punto sulla questione è Francesco Chiarelli, Presidente della Società Italiana di Ricerca Pediatrica (SIRP):  "Delle centinaia di migliaia di ricette prescritte ogni anno ai più piccoli la maggior parte indica farmaci mai studiati o sperimentati su di loro. In genere i farmaci sperimentati sugli adulti vengono poi ‘adattati’ ai bimbi secondo il criterio del peso corporeo. Ma il bambino non è un adulto in miniatura e possiede peculiari caratteristiche metaboliche che possono rendere rischioso questo adattamento".

In Italia i bambini con meno di 14 anni rappresentano il 15% della popolazione, circa 10 milioni di individui. Una fetta di popolazione che non dovrebbe venir trascurata: "I bambini - spiega Chiarelli - differiscono dagli adulti per peculiarità farmacocinetiche (l'assorbimento, la distribuzione, il metabolismo) e farmacodinamiche (la durata del farmaco nell’organismo prima di essere eliminato). Nei neonati, ad esempio, specialmente se prematuri, il fegato ha una scarsa capacità di eliminare i farmaci, e la funzione renale è ancora immatura. Al contrario i bambini in età prescolare possono avere un’aumentata capacità metabolica e richiedono quindi dosi più alte". Per quanto riguarda le somministrazioni topiche, poi, "il rapporto superficie corporea/peso nei bambini può essere fino a tre volte maggiore che negli adulti, provocando un maggiore assorbimento delle molecole, determinando la necessità di un’ulteriore diminuzione dei dosaggi rispetto al semplice valore ‘aggiustato’ in base al peso".

"In assenza di studi clinici sulla popolazione che assumerà questi medicinali - conclude il presidente Sirp - è difficile capire quale sia la dose corretta, il profilo di sicurezza e come limitare effetti collaterali o reazioni avverse". 

Foto: © nadezhda1906 - Fotolia.com

04 febbraio 2015
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bambino - pediatria - farmaci

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