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Sonno: se si dorme bene (o male) la responsabilità è del Dna

Non è solo questione di buone o cattive abitudini: la quantità di tempo trascorsa a dormire è una questione di Dna. E' quanto emerge da uno studio pubblicato su Molecular Psychiatry da un gruppo di ricercatori guidati da Daniel Gottlieb, direttore del Centro Disturbi del sonno VA Boston Healthcare System che, per giungere ai loro risultati, hanno esaminato i dati genetici di 47.180 americani di origine europea e di 4.771 afroamericani e li hanno poi incrociati con le ore di sonno dormite in media ogni notte dagli stessi partecipanti allo studio.

I risultati hanno rivelato che due regioni del Dna potrebbero essere collegate al tempo trascorso a dormire: in particolare una delle due regioni è risultata associata a tempi di sonno più lunghi della media, mentre l'altra regione è risultata associata a tempi di sonno più brevi rispetto alla media.

Come spiega Gottlieb, "i modelli di sonno sono influenzati dalle differenze genetiche. Questo studio è uno dei primi a iniziare a identificare le differenze genetiche, e si spera aiuterà a capire meglio le cause dei disturbi del sonno e la loro relazione con altre importanti condizioni, come il diabete e i disturbi psichiatrici".

02 febbraio 2015
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