Donna e Bambino

bambini

Mamme, attenzione alla sindrome di Munchausen per procura

bambino malato

Spesso è difficile da diagnosticare, ma in Italia si pensa che i casi rilevati siano solo la punta di un iceberg molto più esteso di quanto si potrebbe pensare. A svelarlo è una ricerca dell'Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma pubblicata sul Journal of Child Health Care, secondo cui la sindrome di Munchausen per procura è molto più frequente di quanto si potrebbe pensare.

Spesso nascosta e non diagnosticata, questa patologia fa sì che sembri che un bambino si inventi un problema di salute quando in realtà è la mamma (o, più raramente, il papà o altri adulti) a farlo. Come spiega Pietro Ferrara, l'esperto dell'Istituto di Clinica Pediatrica dell'Università Cattolica di Roma che ha coordinato la nuova ricerca sulla situazione italiana, la sindrome di Munchausen è sempre più considerata una “malattia fabbricata da chi si occupa del bambino”, “una vera e propria forma di abuso nei confronti dei minori che può portare anche a esiti estremi quali la morte del piccolo”.

Purtroppo in Italia il problema è riconosciuto con talmente tante difficoltà che per arrivare alla diagnosi può essere necessario molto tempo. Il rischio che ne consegue è sottoporre il bambino ad esami e terapie inutili o addirittura dannosi. Per questo, sottolinea Ferrara, “è importante che quando il pediatra si trova di fronte a sintomi importanti e che durano da molto tempo senza una conferma laboratoristica e strumentale, pensi alla possibilità di questa patologia”. Anche avere a disposizione le informazioni sulla storia clinica del bambino potrebbe aiutare ad accorciare i tempi della diagnosi. Una volta riconosciuta la sindrome è inoltre necessario aiutare non solo al bambino, ma anche la sua mamma, “garantendogli – sottolinea Ferrara – un’assistenza psicologica adeguata”.

 

Foto: © robhainer - Fotolia.com

26 gennaio 2015
TAG
bambini - mamme - sindrome di muncahusen - diagnosi

Articoli correlati