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  • Carne bovina italiana, nasce l’“Organizzazione Interprofessionale”

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    Obiettivo: rilanciare i consumi delle carni bovine

    Mucche bovini %c2%a9 sven grundmann fotolia.com

    Il 14 giugno 2017 Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Uniceb e Assocarni hanno annunciato la nascita di “OI (Organizzazione Interprofessionale) della carne bovina italiana”, un organismo diretto a rappresentare le attività economiche della produzione, della trasformazione e della distribuzione del comparto bovino nazionale. 

    L’OI è stato fondato per rilanciare l’immagine di un comparto strategico per il Paese, che registra oltre un terzo dei 10 miliardi di fatturato complessivo del settore e garantisce lavoro a più di 80 mila addetti. Negli ultimi anni il comparto della carne bovina è stato penalizzato da un forte calo della domanda, diminuita del 30% in 10 anni: il consumo pro capite dell’alimento è passato da 25 chili del 2005 a 17,4 chili nel 2015. L’Oi si prefigge, quindi, di promuovere la domanda di carne bovina, aiutando i consumatori  a compiere scelte di acquisto consapevoli. 

    Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Uniceb e Assocarni comunicano che l’OI carne bovina rappresenta già una quota preponderante della produzione e della macellazione, e che intende adottare, in accordo con la regolamentazione europea (Reg 1308/13) e la legislazione italiana (L.91/2015), le seguenti iniziative:

    - delineare una strategia nazionale condivisa;

    - facilitare le relazioni economiche tra i diversi attori della filiera;

    - favorire la creazione di valore e la sua equa distribuzione lungo la filiera;

    - svolgere varie azioni per la trasparenza del mercato, la sua qualificazione, la promozione al consumo interno ed esterno, la committenza organizzata con il mondo della ricerca

    “Nasce così uno strumento che deve avere carattere nazionale ed essere fortemente rappresentativo delle attività economiche della produzione, della trasformazione e della distribuzione, come avviene nei paesi dove queste strutture sono più consolidate, ad esempio in Francia e in Spagna - spiegano Dino Scanavino (presidente Cia), Carlo Siciliani (presidente Uniceb) e Elide Stancari (presidente FNP allevamenti bovini Confagricoltura) -. La nostra 'OI' con queste caratteristiche rappresenta un deciso salto di qualità rispetto alle esperienze abbozzate nel passato, con una visione strategica e una cultura economica nuova, adeguata alle sfide del mercato attuale e alle mutevoli esigenze dei consumatori. Questa formazione  può concretamente favorire il raggiungimento di molti obiettivi: valorizzare e aumentare il potenziale produttivo italiano, salvaguardando e accrescendo il reddito degli operatori; promuovere un consumo sano, responsabile e informato; realizzare strategie di qualità, anche relative al benessere degli animali ed alla sostenibilità dei processi produttivi; favorire la regolazione delle relazioni contrattuali di filiera e puntare sull'innovazione tecnologica, organizzativa e di mercato”.

    Foto: © Sven Grundmann - Fotolia.com

    Nadia Comerci 05-09-2017 Tag: carnebovinizootecniamercato
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