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Assistenza sanitaria: molti passi in avanti negli ultimi decenni, ma rimangono disparità regionali

L'Italia ha notevolmente migliorato la qualità dell'assistenza sanitaria negli ultimi decenni ma ha bisogno ancora di lavorare e affrontare le grandi disparità che rimangono tra le regioni: è questo, in sintesi, ciò che emerge dall'ultimo rapporto stilato dall'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Il rapporto Ocse ha messo in evidenza che i dati relativi alla salute in Italia sono tra i migliori tra i paesi che fanno parte dell'Organizzazione: l'aspettativa di vita, pari a 82,3 anni, è la quinto più alta all'interno dell'Ocse; i tassi di ricovero per asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) sono tra i più bassi dell'Organizzazione e la mortalità dopo un ictus o un attacco di cuore sono ben al di sotto della media Ocse.

Se, da una parte, le cifre appena messe in evidenza sono rassicuranti, dall'altra le differenze regionali che emergono in vari settori non possono non essere rilevate. Ad esempio i tassi di ricoveri ospedalieri per condizioni come l'asma e la Bpco, che dovrebbero essere evitabili con appropriate cure primarie, variano in modo significativo: in particolare il numero di bambini siciliani ricoverati in ospedale con un attacco d'asma è quintuplo di quelli toscani e i ricoveri ospedalieri per Bpco in Basilicata sono doppi di quelli in Piemonte (3,07 ricoveri ogni 1000 abitanti contro 1,5 ricoveri ogni 1000 abitanti). Anche riguardo al parto cesareo le Regioni mostrano tra loro differenze significative: mentre il tasso nazionale in Italia è intorno al 25% - ovvero un parto su quattro avviene con taglio cesareo - il tasso è nettamente più elevato nelle regioni meridionali (in Campania arriva a poco più del 45%) che nelle regioni del nord (nelle province autonome di Trento e Bolzano in Trentino Alto Adige le percentuali sono rispettivamente del 14,5% e del 13,6%).

Tra le raccomandazioni dell'Ocse all'Italia per  per sostenere le Regioni più deboli e fornire cure sanitarie di qualità e migliorare la condizione dell'assistenza sanitaria, "estendere l'infrastruttura informatica del sistema sanitario e superare le barriere tra banche dati, in particolare collegando i dati in tutte le regioni e i sistemi informativi a livello nazionale e regionale", si legge nel rapporto. E, infine, "dovrebbero essere ulteriormente sviluppate le responsabilità delle autorità nazionali il cui ruolo è quello di sostenere le Regioni e Province autonome, per esempio l'AGENAS, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari".

Foto: © 18percentgrey - Fotolia.com

26 gennaio 2015
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