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Il rischio di ansia e depressione è scritto nell'amigdala

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Nel nostro cervello si nasconde una struttura in grado di dirci con anni di anticipo se rischiamo di avere a che fare con l'ansia e la depressione. Il suo nome è amigdala e a dimostrare il legame tra la sua attività e la probabilità di sviluppare questi disturbi è uno studio pubblicato dai ricercatori della Duke University sulla rivista Neuron.

Gli autori, guidati dall'esperta di psicologia e neuroscienze Johnna Swartz, hanno analizzato mediante risonanza magnetica l'attività cerebrale di 750 studenti mentre osservavano fotografie di volti arrabbiati o impauriti. I partecipanti sono stati poi ricontattati ogni 3 mesi per completare un breve questionario sul loro umore e sugli eventi stressanti con cui avevano a che fare. “Abbiamo scoperto che risposte più forti da parte dell'amigdala predicono maggiori sintomi di depressione e ansia in risposta allo stress futuri, da 1 a 4 anni dopo”, ha spiegato Swatrz.

La scoperta mette a disposizione della comunità medico-scientifica un nuovo marcatore del rischio di problemi psicologici, ma non solo. Un suo possibile risvolto potrebbe essere la messa a punto di nuove terapie o farmaci che riducendo l'attività dell'amigdala aiutino ad alleviare i sintomi dell'ansia e della depressione associate allo stress o addirittura a prevenirle. “Si sa che in genere i trattamenti contro le malattie mentali sono inefficaci e che come nel caso di altre branche della medicina la strategia migliore è prima di tutto prevenire la malattia – ha commentato Ahmad Hariri, esperto di neuroscienze cognitive e responsabile dello studio – I nostri risultati contribuiscono agli sforzi in corso per sviluppare strategie per prevenire le malattie mentali identificando una misurazione dell'attività cerebrale che distingue chi corre i maggiori rischi prima che si ammali”.

 

Foto: © Annchen Knodt/Neuron 2015  

06 febbraio 2015
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cervello - ansia - depressione - amigdala - prevenzione - trattamento

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