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Malattie neurodegenerative, ecco l'interruttore per spegnerle

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Farmaci molecolari che agiscano su interruttori in grado di spegnere i sintomi delle malattie neurodegenerative: è questa la proposta dei ricercatori del Centre for Integrative Biology (CIBIO) dell'Università di Trento, che in uno studio pubblicato sulla rivista Neuron e presentato in occasione del convegno annuale dei ricercatori Telethon hanno identificato il meccanismo che porta all'attivazione eccessiva di questo interruttore in una di queste patologie, l'atrofia spinale bulbare.

Questa malattia, ha spiegato durante il convegno di Riva del Garda la coordinatrice dello studio, Maria Pennuto, “è provocata da un'alterazione del recettore per gli ormoni androgeni, una proteina che non si trova solo nei testicoli ma anche nei neuroni che comandano il movimento e nei muscoli”. La mutazione alla base dell'alterazione si trova sul cromosoma X e porta alla presenza di ripetizioni anomale dell'aminoacido glutammina. Pennuto e collaboratori hanno scoperto che il recettore per gli androgeni contenente questa anomalia viene attivato più di quello normale, arrivando a identificare il punto esatto in cui avviene la modificazione che porta alla sua iperattivazione.

“Un sito simile – ha spiegato la ricercatrice – si trova anche in altre proteine associate a malattie neurodegenerative come il Parkinson, la Sla, la malattia di Huntington e l'atassia spinocerebellare di tipo 1. Per questo pensiamo che si tratti di un meccanismo importante nell'insorgenza delle malattie neurodegenerative”. Nel caso dell'atrofia spinale bulbare spegnere questo interruttore permette di alleviare i sintomi. “Se altre ricerche confermeranno la nostra intuizione anche nelle altre malattie – conclude Pennuto – potremo puntare a sviluppare nuovi farmaci molecolari”.

 

Foto: © aeyaey - Fotolia.com

16 marzo 2015
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cervello - malattie neurodegenerative - interruttore - farmaci molecolari - terapie

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