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Solitudine, aumenta rischio di mortalità precoce come obesità

La solitudine e l'isolamento sociale sono pericolosi come l'obesità: aumentano il rischio di mortalità precoce. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Perspectives on Psychological Science dai ricercatori della Brigham Young University di Provo (Usa), secondo cui stare da soli, non importa se per necessità o per scelta, può ridurre la durata della vita.

Durante la ricerca, gli esperti hanno analizzato i dati sanitari di oltre 3 milioni di persone, raccolti nel corso di diversi studi, condotti tra il 1980 e il 2014. Al termine dell'esame, è emerso che l'isolamento sociale, effettivo e percepito, aumenta il pericolo di mortalità precoce. L'effetto, secondo gli esperti, è paragonabile a quello rappresentato dall'obesità. Invece, intrattenere relazioni sociali consolidate produce effetti positivi sulla salute degli individui.

Lo studio ha anche dimostrato che l'associazione tra la solitudine e il rischio di mortalità è maggiore nella popolazione giovanile piuttosto che in quella anziana. Sebbene le persone di età avanzata abbiano probabilità più alte di restare da sole, e, inoltre, per loro il rischio di mortalità sia più elevato, l'isolamento sociale sembra predire meglio la possibilità di morte prematura tra le persone di età inferiore ai 65 anni.

“L'effetto della solitudine è paragonabile a quello dell'obesità, un fenomeno che le autorità sanitarie pubbliche prendono molto sul serio – spiega Julianne Holt-Lunstad, che ha guidato la ricerca -. Dovremmo iniziare a considerare più seriamente le nostre relazioni sociali”.

 

Foto:  © kmiragaya - Fotolia.com

16 marzo 2015
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solitudine - isolamento sociale - mortalità - obesità

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