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Morbo di Crohn, il farmaco del futuro arriva dall'Italia

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L'armamentario per combattere il morbo di Crohn potrebbe presto arricchirsi di un nuovo strumento. Il suo nome è mongersen e a idearlo sono stati i ricercatori dell'Università “Tor Vergata” di Roma, che in uno studio pubblicato sul prestigioso New England Jornal of Medicine hanno dimostrato che oltre ad avere un ottimo profilo di sicurezza questa nuova molecola è anche più efficace rispetto a diverse altre terapie attualmente utilizzate per contrastare l'infiammazione che mette in pericolo la salute dell'intestino di chi è alle prese con questa patologia.

Il morbo di Crohn può infatti portare alla comparsa di ulcere, fistole e stenosi intestinali. Spesso purtroppo le terapie vengono iniziate quando i problemi sono in una fase piuttosto avanzata. Forse anche per questo alla loro sospensione le recidive sono estremamente frequenti. L'uso di mongersen sembra presentare vantaggi anche da questo punto di vista. Infatti le due dosi più elevate sperimentate dai ricercatori di Tor Vergata – 40 e 160 mg – hanno permesso non solo di eliminare i sintomi della malattia in soli 15 giorni – con un'efficacia, rispettivamente, del 55 e del 65% dei casi – ma anche di evitare la loro ricomparsa per tutti e 3 i mesi in cui è stata monitorata la salute dei pazienti.

Il meccanismo di funzionamento del farmaco prevede la riduzione di livelli di SMAD7, proteina sovraespressa in caso di morbo di Crohn che porta all'aumento di molecole pro-infiammatorie responsabili dell'infiammazione tipica della malattia. “La soppressione di SMAD7 – ha spiegato Giovanni Monteleone, coordinatore dello studio – consente di ripristinare nell’intestino dei pazienti con malattia di Crohn i normali e fisiologici meccanismi anti-infiammatori operanti nei soggetti sani. I risultati necessitano le dovute conferme – ha però sottolineato l'esperto – ed è per questo che nuovi studi di Fase III, coinvolgenti un maggior numero di pazienti, stanno per essere avviati in tutto il mondo”.

 

Foto: © nerthuz - Fotolia.com

23 marzo 2015
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