• Accordo quadro mais, Scanavino (Cia): "Uno shock positivo per il settore"

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    Dino scanavino

    Lo scorso marzo la filiera maidicola si è compattata attorno a un Accordo quadro che può rappresentare un punto di svolta per la cerealicoltura italiana. Promotrice dell’intesa è stata Assalzoo, che ha chiamato a raccolta le organizzazioni che rappresentano gli altri segmenti della filiera agroalimentare. Per le prossime tre campagne maidicole, pertanto, sarà possibile stipulare contratti di secondo livello per il mais da granella di filiera italiana certificata. Con Assalzoo hanno sottoscritto l’accordo Cia, Confagricoltura, Copagri, Ami, Compag, Aires, Assosementi e Origin Italia. Mangimi & Alimenti ha raccolto il parere di Dino Scanavino, presidente di Cia-Agricoltori italiani.

    Che significato ha per la maiscoltura italiana l'Accordo quadro di filiera?

    La sottoscrizione dell’Accordo quadro tra dieci organizzazioni del comparto maidicolo, tra cui Cia-Agricoltori Italiani, per la valorizzazione del mais da granella di filiera italiana certificata, è uno shock positivo per un settore che era in stato di crisi da troppo tempo, piegato tra la perdita di oltre il 50% di superfici seminate e, quindi, con produzioni ridotte al minimo storico, e livelli di importazione mai visti prima, i 6,4 milioni di tonnellate che ben conosciamo. Per ridare fiducia al comparto serviva andare oltre il Memorandum of Understanding del 2018 e convergere con l’Accordo quadro su interventi significativi, come la possibilità di programmare la produzione per le prossime campagne, adottando efficaci modelli contrattuali di filiera per essere più forti sul mercato. Come Cia, consideriamo poi estremamente positiva anche l’intesa raggiunta in conferenza Stato-Regioni sul decreto per la competitività delle filiere agroalimentari, che sostiene i contratti di filiera anche in ambito maidicolo. Riconosce il lavoro portato avanti da Cia nei comparti e nell'interlocuzione con il Mipaaf e andrà a rafforzare anche l’Accordo quadro. 

    Quali saranno le possibili ricadute sull'agroalimentare italiano?

    L’emergenza coronavirus ci ha spinti a ragionamenti importanti sul posizionamento dell’agroalimentare italiano, in primis all’interno dell’Italia stessa. Ora, più che mai, alle prese con una crisi inedita per tutti noi, è necessario promuovere produzioni e consumi dell’agroalimentare Made in Italy. Per il mais, quello che stiamo cercando di fare anche con l’Accordo quadro è riportare in Italia un’adeguata capacità di approvvigionamento per contenere la dipendenza dall’estero, ormai le importazioni incidono sulla bilancia commerciale per più di un miliardo di euro. È presto detto quanto ciò possa rappresentare per tutta la filiera agroalimentare italiana. Potenziare il settore maidicolo vuol dire valorizzare la coltura di una materia prima chiave per la zootecnia del nostro Paese, ma anche salvaguardare le eccellenze italiane, le produzioni nazionali a denominazione di origine.

     

    redazione 09-09-2020 Tag: Dino Scanavinociaaccordo quadro mais
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