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Diabete, in 20 anni i casi aumentati del 60%

E’ una malattia sempre più diffusa - anche, in parte, per l’aumento dell’aspettativa di vita - che colpisce in Italia oltre 3 milioni di persone, per un totale di circa il 5,5% della popolazione. Nel 1993 interessava il 3,4% degli italiani: una patologia, dunque, che in 20 anni ha conosciuto una crescita del 60%. E' il diabete, disturbo che costa ogni anno al sistema sanitario nazionale oltre i 10 miliardi di euro. Il punto della situazione sulla patologia in Italia è stato fatto a Barcellona nel corso del 49° congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD).


Secondo la raccolta di dati effettuata dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) in 320 Centri di diabetologia distribuiti in tutte le regioni italiane su 550.000 diabetici (circa il 20% degli Italiani con diabete), l’Italia risulta essere all’avanguardia nella cura e nell’assistenza per le persone con diabete. Dall’analisi effettuata dal Rapporto Annali AMD 2012 nel periodo che va dal 2004 al 2011, emerge inoltre che la qualità delle cure prestate nei centri di diabetologia nel nostro Paese è in progressivo e continuo miglioramento. Come spiega Antonio Ceriello, Presidente AMD, “nel periodo oggetto di studio lo score Q (Q per qualità) - un indice oggettivo che valuta l’efficienza delle cure e dell’assistenza prestate, e conseguentemente l’efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall’infarto, all’ictus, ai disturbi della vascolarizzazione, alla mortalità - è cresciuto dal 21,4 al 24,7 per quanto riguarda la cura del diabete tipo 2, e da 22,5 a 25 per il tipo 1”. Ceriello precisa che il valore del Rapporto Annali AMD è testimoniato dai 18 indicatori “che sono stati sostanzialmente adottati dall’International Diabetes Federation (Idf), e pubblicati nelle Linee giuda IDF 2012, per giudicare in maniera omogenea, nel mondo, gli obiettivi di cura del diabete”.


Nel corso del congresso si è anche portata l’attenzione sull’emanazione, a distanza di 25 anni dalla legge 115 a tutela dei diritti delle persone con diabete, del Piano nazionale per la malattia diabetica, pubblicato in Gazzetta ufficiale all’inizio di quest’anno. Un evento, spiega Salvatore Caputo, presidente di Diabete Italia, l’organizzazione che raggruppa le società scientifiche diabetologiche e della medicina generale, le associazioni di volontariato e degli operatori sanitari in diabetologia, “che tutto il mondo diabetologico italiano aveva salutato con soddisfazione. Sembrava aver avuto inizio una nuova era”. Poi, continua il presidente di Diabete Italia, “sono arrivate le prime disillusioni: l’Agenzia italiana del farmaco ha avviato una procedura per limitare pesantemente la rimborsabilità da parte del Ssn dei farmaci della classe delle incretine”, e poco dopo “Regioni come il Veneto e le Marche, in totale assenza di una strategia organica a livello nazionale, pianificano il ridimensionamento delle strutture specialistiche diabetologiche”. Una soluzione ancora non è stata trovata. Per ora, conclude il presidente dell'Associazione Medici Diabetologi, la buona sanità italiana in ambito diabetologico “rischia di essere messa a repentaglio da quanto sta accadendo”.

08 ottobre 2013
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diabete - sindrome metabolica - diabete di tipo 2 - diabete di tipo 1

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