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  • Erre Emme Mangimi, il valore di una produzione “su misura”

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    Intervista a Eugenio Rezia

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    Una spiga di grano color oro come simbolo.Tanti chicchi, un'unica immagine. Come dire: “l'unione fa la forza”. Da oltre trent'anni. E poi una produzione “tailor made”, su misura. E due famiglie che fanno crescere un'impresa, la Erre Emme Mangimi di Paliano, nell'alta provincia di Frosinone. “L'azienda è stata fondata da mio padre, Leone Rezia> e dal socio Franco Pizzi, nel 1980. Entrambi provenivano dal settore della mangimistica. Mio padre aveva rilevato un mangimificio più piccolo vicino Ciampino, mentre Franco Pizzi dirigeva un'altra azienda presso Ariccia (RM). Così decisero di unire le forze e di far nascere una nuova azienda, la Erre Emme Mangimi”. A parlare è Eugenio Rezia, il rappresentante delle nuova generazione che insieme al socio Paolo Pizzi “convive” con i fondatori e prosegue un'esperienza imprenditoriale da “mangimisti puri”. Imprenditori che nel tempo hanno visto cambiare molte cose “nel mercato, nel settore zootecnico, nella gestione aziendale, restando fedeli a due criteri importanti come qualità e sicurezza”, ricorda Rezia che riveste il duplice ruolo di socio e “dipendente”, nelle vesti di responsabile del servizio tecnico. “Ma in un'azienda come le nostre i ruoli e le competenze sono più 'sfumati' – precisa – perché tutti abbiamo imparato a occuparci di molteplici aspetti che riguardano l'attività mangimistica”.


    Mercato e produzione – Strutture e magazzini sorgono in un punto strategico. A pochi chilometri dall'autostrada A1 e a poche decine da Roma. Le infrastrutture di comunicazione non sono state mai un problema per l'azienda che l'anno scorso ha fatturato 5 milioni di euro. “Siamo una realtà sicuramente piccola rispetto a tanti altri produttori del settore, ma nel tempo siamo riusciti a costruirci un'identità precisa in alcune nicchie di mercato e a far conoscere la qualità del nostro marchio principalmente nel mercato del Centro-Sud, Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo, spingendoci anche in Toscana, Liguria, Sardegna”.

     


    La produzione delle Erre Emme è cambiata nel corso degli anni rispetto alle origini. “Siamo nati con una produzione quasi esclusivamente dedicata alla zootecnia avicola – spiega ancora Eugenio Rezia –, che fino a vent'anni fa rappresentava il 90% del totale. In seguito sono cambiate molte cose nell'andamento della domanda e oggi lavoriamo principalmente sul ruminanti e cavalli”. La linea di mangimi professionali per l’alimentazione del cavallo Horse Nutrition è l'ultima arrivata in casa Erre Emme, con un'alleanza tra agronomi e veterinari che ha permesso di dar vita a un prodotto che punta su fonti energetiche “alternati;ve” come grassi e oli rispetto a quelle standard, gli amidi, e sull’uso di fibra, garantendo qualità e digeribilità.

    Cambiare a seconda dell'orientamento del mercato è sempre stata una variabile cruciale. “Penso che una delle caratteristiche principali di questo mestiere sia la flessibilità – continua Rezia – e questo valore lo abbiamo fatto nostro anche quando abbiamo deciso di affiancare alla produzione dei mangimi convenzionali una linea di prodotti biologici che realizziamo anche per i nostri colleghi mangimisti”. Sul bio, ricorda l'imprenditore, “si evidenziano le difficoltà che interessano tutto il nostro settore, in particolare quello dell'approvvigionamento di materie prime. Dobbiamo fare i conti con il problema di ricercare fornitori affidabili e al tempo stesso sono necessarie maggiori accortezze nei meccanismi produttivi, come la segregazione delle materie prime e dei prodotti finiti”. Un'operazione sicuramente complicata, tanto che Erre Emme è l'unica azienda del Centro Sud con una linea bio. “Bisogna avere molto spazio e una gestione attenta per riuscire a operare su entrambe le linee in maniera controllata”.

     


    La congiuntura economica riserva ancora molti punti interrogativi, dovuti negli ultimi anni alle  speculazioni finanziarie e a materie prime trattate alla stregua di commodities. Prezzi alle stelle e ricavi sempre più magri. “Fino all'anno scorso abbiamo tenuto bene, ma in questi ultimi mesi avvertiamo l'onda della congiuntura negativa che si concretizza nella difficoltà  a incassare i crediti maturati – spiega Rezia –. Abbiamo accolto con soddisfazione l'approvazione dell'articolo 62 e registrato qualche segnale di reazione positiva alle nuove regole, ma abbiamo anche la consapevolezza della situazione delicata che attraversano il mercato e molti allevatori. Il nostro sforzo è stato quello di 'conservare' il rapporto economico con loro – continua Rezia -, tuttavia molti nodi stanno venendo al pettine e, come si usa dire, diventa 'difficile tirare il sangue da una rapa'”, conclude realisticamente Rezia. “Noi ci affidiamo alla qualità, che resta il valore aggiunto della nostra identità”.


    Qualità “su misura” - “Che cos'è  la qualità? È semplicemente il nostro lavoro, quello di tutti i mangimisti”, risponde senza esitazione Rezia. “Spesso si rischia di parlarne molto, ma che resti un concetto freddo e vuoto. Invece vuol dire far attenzione a più fattori, dalla gestione della formulazione all'acquisizione di informazioni corrette sulle materie prime, fino all'effettiva realizzazione del prodotto”. La conoscenza della filiera è un know-how essenziale, ricorda Rezia: “Un'azienda con le nostre dimensioni può permettersi di creare un prodotto quasi su misura per ogni cliente – spiega -, con una personalizzazione che ci avvicina più a un gruppo di artigiani che a un'attività industriale. La qualità per noi è anche questo: fare in modo che ciò che il cliente ha chiesto coincida esattamente con quello che viene consegnato”.

     

     

    Cosimo Colasanto 22-07-2013 Tag: industriamangimimangimificio
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