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Diabete: un guscio “intelligente” per dosare l'insulina

Insulina solo quando serve. È la frontiera di una nuova terapia “intelligente” del diabete: gusci di polimeri, strutture formate da piccolissime molecole compatibili con l'organismo umano, che inglobano l'insulina e la rilasciano solo quando la glicemia sale, mentre se gli zuccheri scendono pericolosamente la trattengono. Evitando così i bruschi cali dell'ipoglicemia, pericolosi per il paziente. È la prima di nuovi studi in corso al Mit di Boston e nei centri dei laboratori. Studi coperti da assoluto segreto e che vanno avanti dal 2006.

“Le insuline intelligenti di ultima generazione - precisa Marco G. Baroni, professore associato di endocrinologia all’Università di Roma - sfruttano le nanotecnologie e la glucosio-ossidasi, l’enzima utilizzato anche sulle strisce reattive per la lettura della glicemia da sangue capillare. L’enzima ‘sensore di glicemia’ quando riconosce valori troppo alti, induce una modificazione del pH del sistema che fa allargare le maglie del polimero che ingloba l’insulina, permettendo all’ormone di uscire dal ‘guscio’ e di entrare in circolo dove esercita la sua azione e riporta alla norma i valori di glicemia. L’opposto accade in presenza di ipoglicemia: le maglie del guscio si stringono e l’insulina non entra in circolo. Per ora, almeno nell’animale, il sistema ha dimostrato di funzionare. Anche per molti giorni”. La durata d’azione di queste insuline sperimentali, secondo gli studiosi, va dalle 12 ore fino a 300 giorni.

“Si tratta di una prospettiva molto affascinante, anche se ancora puramente sperimentale – spiega Stefano Del Prato, presidente della Società Italiana di Diabetologia – quella della cosiddetta ‘insulina intelligente’. Di questa insulina ‘intelligente’, sono allo studio anche delle versioni ‘per bocca’”. Il vantaggio dal punto di vista terapeutico è quello di avere un’insulina che garantisca il controllo della glicemia, imitando le funzioni naturali del pancreas. “Quello che il nostro organismo invece riesce a fare con un incredibile grado di precisione – ricorda del Prato - è di produrre insulina in quantità sufficiente per controllare la glicemia, senza farla scendere troppo, cioè senza provocare crisi ipoglicemiche, e senza farla salire eccessivamente”.

05 novembre 2013
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nuove terapie - diabete - insulina - glicemia

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